Napoli, il Comune ‘sfratta i morti’ del caso della compravendita illegale

  




Arriva l’ordine di estumulazione per le salme dei parenti vittime della truffa delle cappelle del cimitero di Poggioreale. L’avvocato Rubinacci: “Dietrofront sugli impegni presi, ora chi è stato riconosciuto come truffato è trattato come un occupante abusivo e paga logiche che sembrano di palazzo”.


 


NAPOLI – Obbligati a riprendere con sé i propri morti, nonostante la Giustizia italiana li abbia già riconosciuti come vittime di una truffa. È quanto accade a S.C. e A.P., due coniugi napoletani che si sono visti recapitare un ordine di estumulazione delle salme dei propri familiari dalla cappella funeraria di Poggioreale, nonostante una vicenda amministrativa e giudiziaria complessa che li ha già visti riconosciuti come parti lese.


Il manufatto, uno dei tanti al centro del caso di compravendita illegale nel cimitero partenopeo balzato agli onori della cronaca qualche anno fa, custodisce ancora le spoglie mortali di quelli che sono formalmente i ‘precedenti’ usufruttuari. “Con l’amministrazione comunale – spiega l’avvocato Gianni Rubinacci, dell’omonimo studio che ha firmato la diffida con cui S.C. e A.P. si oppongono alla richiesta comunale – si stava procedendo a un percorso condiviso che, riconoscendo la buona fede degli acquirenti, dava loro uno specifico diritto di prelazione”. Insomma, un iter specifico per permettere alle vittime dell’acquisto illegale di poter tornare ad avere la concessione delle cappelle in maniera legale e congrua economicamente per la collettività.


Il tutto è nero su bianco anche su atti dello stesso Comune, come dimostra il verbale del 14 luglio 2023 della Commissione Trasparenza in cui l’amministrazione partenopea si impegna a individuare una soluzione che riconosca il diritto di prelazione agli acquirenti in buona fede delle cappelle acquisite al patrimonio comunale, aprendo formalmente a una revisione del regolamento cimiteriale per evitare che “le conseguenze di una gestione opaca ricadano interamente sui cittadini coinvolti”.


Nelle scorse ore, invece, il dietrofront del Comune con la richiesta di estumulazione. Cosa è cambiato? “Oltre al dirigente di riferimento? Non è dato sapere. Di fatto, però, qui non siamo di fronte a un semplice atto tecnico ma a un capovolgimento di senso”, commenta Rubinacci. Che rincara la dose: “Il Comune che per anni ha autorizzato e certificato determinate operazioni, e che continua a ribadire di essere stato a sua volta raggirato, oggi pretende di rimediare ai propri vuoti amministrativi ‘sfrattando’ perfino i defunti. Come se l’essere raggirati come cittadini valesse meno dell’essere raggirati come burocrati, tra l’altro nello svolgimento del proprio compito di controllo”.


Secondo il legale, il provvedimento di estumulazione ignora sia il principio di rispetto dovuto ai morti sia la normativa sanitaria che disciplina le tumulazioni. “Se tale richiesta di estumulazione venisse estesa a tutte le famiglie coinvolte, parleremmo di dover trasferire tra le 600 e le 700 salme circa: da un punto di vista igienico-sanitario, è una follia”, commenta Rubinacci. Inoltre, secondo l’avvocato (che da tempo segue l’evoluzione della vicenda), tale scelta va a cancellare con un atto burocratico anni di comportamenti dell’amministrazione che avevano ingenerato un affidamento legittimo nei cittadini coinvolti. «Il paradosso è che chi è stato riconosciuto come vittima di un sistema opaco viene oggi trattato come un occupante abusivo, chiamato a pagare e a rimuovere le salme dei propri cari», prosegue l’avvocato.


Nel mirino anche la richiesta economica avanzata dal Comune, giudicata non coerente con le stesse delibere comunali in materia di indennità di occupazione. Un’impostazione che, secondo la difesa, dimostra come il “tentativo di rimettere ordine a posteriori in una gestione fallimentare finisca per scaricarsi interamente sui cittadini”, senza distinguere responsabilità e senza tenere conto delle somme già versate.


“L’amministrazione Manfredi ‘sfratta’ i morti in funzione di logiche che sembrano più di palazzo che di interesse collettivo”, conclude Rubinacci. “Questa vicenda che segna un confine preciso: prima che la burocrazia perda definitivamente il senso di responsabilità, chiediamo al primo cittadino e all’assessore Santagada un intervento diretto per non aggiungere al danno dell’essere stati truffati la beffa dell’essere traditi dai propri rappresentanti”.

Commenti

Post popolari in questo blog

La forza della memoria nel cinema di Bencivenga: trionfa a Venezia "L'invisibile filo rosso"

Da Siracusa alla Milano Fashion Week. Intervista alla make-up artist Eleonora Di Dio

Cristina Roncalli e il manager Giuseppe Celli festeggiano il 28 maggio con un esclusivo evento ispirato a “Il diavolo veste Prada” in una villa da sogno a Roma Roma, 28 maggio – Si preannuncia come uno degli appuntamenti più glamour e attesi della stagione mondana romana l’evento esclusivo che vedrà protagonisti la showgirl Cristina Roncalli e il manager Giuseppe Celli, pronti a celebrare insieme il loro compleanno in una cornice d’eccezione: una splendida villa nel cuore della Capitale. Una celebrazione condivisa, elegante e ricca di significato, pensata per trasformare una ricorrenza personale in un evento di grande impatto, capace di unire stile, spettacolo e intrattenimento di alto livello. La serata sarà interamente ispirata all’iconico immaginario de “Il diavolo veste Prada”, un concept sofisticato e contemporaneo che porterà gli ospiti nel cuore del mondo della moda, tra eleganza, ambizione e fascino metropolitano. Un’atmosfera raffinata, dominata da dettagli ricercati e richiami all’estetica delle grandi maison, dove il glamour sarà assoluto protagonista. La location, una villa esclusiva e riservata, sarà completamente trasformata per l’occasione in uno scenario dal forte impatto visivo, con allestimenti scenografici curati nei minimi dettagli da Lilly Party, che firmerà la progettazione creativa dell’evento. Luci, elementi di design e scenografie ispirate al fashion system daranno vita a un ambiente immersivo e di grande eleganza. Numerosi gli ospiti VIP attesi, tra volti noti della televisione italiana, modelle, influencer e protagonisti del mondo dello spettacolo, oltre a rappresentanti della stampa e delle principali emittenti. Un parterre selezionato che contribuirà a rendere l’appuntamento uno dei più esclusivi della stagione. Tra i momenti più attesi, la sfilata di moda, che vedrà protagoniste le creazioni firmate Dream Sposa Atelier. In questo contesto, la passerella si trasformerà in un vero e proprio omaggio allo stile e alla femminilità, reinterpretati attraverso un’estetica moderna e sofisticata, perfettamente in linea con il tema della serata. Ad aggiungere un tocco di classe le creazioni di Mery Blu. Il backstage sarà curato da Paola Desini grande amica dei festeggiati, che seguirà con attenzione ogni dettaglio organizzativo, contribuendo alla riuscita del fashion show. La colonna sonora musicale sarà affidata a Leonardo Franco di Radio Leon, che accompagnerà la serata con una selezione elegante e contemporanea, pensata per esaltare il mood fashion e creare un’atmosfera coinvolgente e dinamica. Non mancheranno momenti di spettacolo e performance, studiati per scandire i diversi momenti della serata e offrire agli ospiti un’esperienza completa, dove moda, musica e intrattenimento si fondono in un racconto coerente e di grande impatto visivo. Per Cristina Roncalli e Giuseppe Celli, questo evento rappresenta non solo la celebrazione del loro compleanno, ma anche un’occasione speciale di incontro e condivisione con amici, colleghi e protagonisti del mondo dello spettacolo e della comunicazione. Previsti anche momenti dedicati alla stampa e alla copertura mediatica, con l’obiettivo di raccontare una serata destinata a lasciare il segno nel panorama mondano romano, grazie a uno stile inconfondibile e a un perfetto equilibrio tra eleganza e contemporaneità. “Il diavolo veste Prada” diventa così il filo conduttore di un evento esclusivo: una notte all’insegna della moda, del carattere e del glamour