“Arianna, il labirinto nero” in scena al Teatro di Documenti il 31 gennaio.

 





Introduce lo spettacolo la Prof.ssa Susanna Petrassi, psicologa criminologa con “La gabbia della dipendenza affettiva”.



L’opera non si limita a raccontare ma interroga, portando in scena il disturbo da dipendenza affettiva con uno sguardo verticale, lirico e impietoso. In un’epoca in cui il femminicidio è purtroppo ricorrente, attraversa ciò che a volte vi si cela.



La drammaturgia vuole rendere omaggio alla triste storia di Dora Maar, musa di Picasso, da lei definito “minotauro”. Intreccia le visioni di Santa Teresa d’Avila e la “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof. Osserva la ribellione di Nora Helmer, ritrova i dialoghi di Kafka con un rocchetto di filo e si inabissa nella tragedia greca. Accoglie il pensiero di Carl Gustav Jung e la sua teoria dell’Ombra, le istanze freudiane, la scrittura notturna di Fernando Pessoa, la visione simbolica di Friedrich Dürrenmatt e le riflessioni psicoanalitiche di Roberto Viganoni. Scene di artigianato teatrale integrate nel linguaggio drammaturgico.

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