Alessio Golia (CDS) tende la mano a MIM e MUR: "Serve un tavolo congiunto per migliorare la formazione sul sostegno"

  


Il Comitato ha annunciato la presentazione di un documento articolato in cinque punti programmatici, corredato da una mappatura dettagliata dei docenti specializzati attualmente inoccupati, suddivisi per provincia.

 

Il Comitato Docenti di Sostegno (CDS), attraverso il suo coordinatore nazionale Alessio Golia, lancia un appello ai Ministeri dell’Istruzione e del Merito (MIM) e dell’Università e della Ricerca (MUR) affinché si avvii un dialogo strutturato e una concertazione efficace in merito alla formazione e all’impiego degli insegnanti specializzati sul sostegno didattico.

 

Secondo quanto dichiarato da Golia, la situazione occupazionale dei docenti in possesso di specializzazione sul sostegno — in particolare nelle tipologie ADSS (secondaria di secondo grado) e ADMM (secondaria di primo grado) — risulta particolarmente critica nelle regioni del Centro-Sud. Le graduatorie provinciali risultano, in molti casi, sature, con conseguenti difficoltà di inserimento lavorativo per numerosi docenti già formati tramite i percorsi TFA.

 

Golia esprime perplessità anche rispetto alla recente istituzione dei cosiddetti corsi Indire, pensati per agevolare, nel lungo periodo, l’accesso alla specializzazione da parte di coloro che abbiano maturato almeno tre anni di servizio. Sebbene tali percorsi possano contribuire ad abbattere i costi della formazione per una parte del personale precario, secondo il CDS rischiano di aggravare ulteriormente il quadro già complesso dell’accesso alla professione per i docenti TFA, in assenza di una reale pianificazione territoriale del fabbisogno.

 

"È necessario — afferma Golia — costruire un sistema integrato di rilevazione dei bisogni educativi speciali nelle diverse realtà provinciali, al fine di correlare in modo puntuale il numero di docenti formati con il numero effettivo di alunni con disabilità. Senza questo strumento di governance rischiamo una sovrapproduzione di specializzati non assorbibili dal sistema scolastico."

 

Il CDS chiede una maggiore sinergia tra MIM e MUR, al fine di garantire una razionalizzazione dell’offerta formativa tra TFA e nuovi percorsi Indire, definendo un numero programmato di accessi basato su dati reali e aggiornati.

 

"La riforma dei percorsi di specializzazione — prosegue Golia — deve certamente essere oggetto di revisione, come è competenza del MUR. Tuttavia, qualsiasi modifica dovrà essere accompagnata da interventi coordinati che garantiscano un effettivo assorbimento dei docenti specializzati all’interno delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS)".

 

Il Comitato ha annunciato la presentazione di un documento articolato in cinque punti programmatici, corredato da una mappatura dettagliata dei docenti specializzati attualmente inoccupati, suddivisi per provincia. Un’iniziativa volta a fornire un contributo costruttivo e documentato alla riflessione ministeriale.

 

"Attendiamo una risposta che accolga le nostre istanze — conclude Golia —. Il nostro obiettivo è un dialogo istituzionale fondato su dati concreti, privo di pregiudizi ideologici o posizioni preconcette. Vogliamo contribuire a una soluzione equa ed efficiente per l’intero sistema scolastico."

 

Il CDS, attivo da oltre un anno nella tutela dei diritti dei docenti italiani, si conferma interlocutore attento e propositivo nel dibattito nazionale sulla formazione e l’impiego del personale specializzato per l’inclusione scolastica.

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